Cambiare fa parte
In questi due anni che vivo in Spagna ho cambiato casa ben 4 volte, a parte i giorni che sono stato in alberghi prima di trovare una stanza…
In questi due anni che vivo in Spagna ho cambiato casa ben 4 volte, a parte i giorni che sono stato in alberghi prima di trovare una stanza per me e anche i cambiamenti di stanza che furono 3 volte.
Cosa voglio dire con questo? Che dobbiamo abbracciare i cambiamenti, dobbiamo abituarci e anche avere sempre le valigie a disposizione per fare un nuovo viaggio oppure affrontare le svolte di cambiare casa, cambiare vita, cambiare gusti o quello che sia.
Ho voluto iniziare con questi cambiamenti che ho fatto in questo corto periodo di tempo, ma se vedo la mia vita in retrospettiva non so neanche esattamente quante volte ho cambiato città, case ma pure anche paese.
In realtà questi cambiamenti sono veri privilegi di poter conoscere tante persone nuove, tante culture diverse e poter scoprire un po’ più di me perché è in questi cambiamenti che mi trovo davanti a me stesso con le mie paure, con i miei desideri di scoprire tante cose come voglio vivere, quali sono le cose importanti per me e raggiungere i miei sogni.
Quindi anche se i cambiamenti a volte fanno male perché sfuggono al nostro controllo, allo stesso tempo è con questi che diventiamo più forti e più resilienti.
Di tutti questi cambiamenti, quello su cui mi interrogo di più riguarda due aspetti: La prima domanda è se posso diventare meno sensibile alle cose, perché non sembro avere delle radici da nessuna parte e questo ragionamento che tutto è temporaneo fa sì che io abbia una sensazione di non appartenenza, di non aver creato nessuna relazione solida che duri nel tempo, con eccezione della famiglia e degli amici più stretti, certo. La seconda riguarda proprio il consumo di alcuni oggetti. Sono arrivato qui soltanto con uno zaino e adesso in quest’ultimo trasloco ho dovuto comprare una valigia. Anche se è giusto avere un minimo di cose, mi viene l’idea che sia più semplice comprare sempre il basico dove vado e basta.
Allora questo mio percorso ha anche due facce della medaglia: da una parte l’essere abituato a cambiare, ma allo stesso tempo la voglia di smettere di convivere con il vuoto di non essere da nessuna parte.
Mi mancano delle risposte, però mentre non le trovo, continuo il mio cammino per scoprire me stesso e accettare i cambiamenti che devo affrontare.