Cosa vuoi fare da grande

e come muoiono i nostri sogni

Cosa vuoi fare da grande
Catania (2018)

Quando ero piccolo, mi attraeva l’idea di diventare un artista. Forse non sapevo esattamente in quale campo, né se avessi davvero un talento, ma ero solo un bambino curioso per cui l’arte rappresentava un modo per esprimersi.

Una delle mie passioni era ballare, ma amavo anche scrivere. Tuttavia, le mie esperienze nel mostrare queste tendenze alla mia famiglia, diciamo, sono state traumatiche. Ricordo che quando creai una coreografia e ballai in casa, si scatenò subito una discussione sul fatto che allora io fossi omosessuale, senza un solo commento sul mio impegno nel pensare a tutti i passi, i movimenti, i gesti e le posizioni del corpo. Nessuna parola di incoraggiamento o apprezzamento.

Un’altra esperienza simile riguarda la scrittura: scrissi un intero capitolo di una storia, il cui nome non ricordo più, ma che occupava una decina di pagine. Chiesi a mia madre cosa ne pensasse e come potevo continuare, un po’ come faciamo adesso con l’intelligenza artificiale. Alla fine, mia madre mostrò quel testo a tutte le persone che incontrava: parenti, vicini, e così via. Tutti si domandavano come fosse possibile che io avessi scritto tutto quel contenuto.

Giocavo anche a fare il presentatore televisivo. Più tardi mi immaginavo come insegnante, e persino come prete mentre celebravo una messa. Sembrava che non sapessi mai cosa volessi fare da grande.

In questo momento della mia vita, non sono più sicuro che il mio sogno sia davvero quello di diventare insegnante, anche perché non ho mai trovato un lavoro nelle scuole e ho sempre avuto una certa difficoltà a spiegare le cose. Forse non sono bravo nella comunicazione, ma almeno il mio impegno e la mia dedizione sono evidenti.

Recentemente ho ripreso a ballare in una scuola di danza, e scrivere è diventato parte integrante della mia professione e del mio attuale programma di dottorato di ricerca. Forse non abbiamo bisogno di etichette professionali fisse, ma possiamo essere persone che si muovono liberamente tra vari ambiti di formazione e lavoro. Il problema è che spesso ci è negata la possibilità di esprimerci come vorremmo; questa è una libertà che solo poche persone possiedono, soprattutto nel mondo lavorativo, dove siamo ancora costretti a fare ciò che dobbiamo fare per sopravvivere, piuttosto che ciò che desideriamo.

Spero che in futuro possiamo smettere di soffocare i sogni dei bambini, ma anche degli adulti, e dare loro maggiore libertà di scelta, permettendo loro di esprimersi come preferiscono.