Torno a parlare della valutazione in Spagna

Qualche tempo fa, in alcuni commenti, ho espresso critiche sul sistema di valutazione spagnolo (almeno a livello universitario), sostenendo…

Torno a parlare della valutazione in Spagna
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Qualche tempo fa, in alcuni commenti, ho espresso critiche sul sistema di valutazione spagnolo (almeno a livello universitario), sostenendo che non funzioni o, quantomeno, sia ingiusto. Non ricordo esattamente dove, ma diamo per scontato che ne abbia già parlato.

Questa volta, però, non mi riferisco agli studenti, bensì alla mia esperienza personale. Recentemente ho sostenuto un test di lingua italiana presso il centro linguistico dell’università, necessario per iscrivermi a uno dei corsi. Risultato? Un semplice A2. Eppure, parlo portoghese, una lingua strutturalmente simile all’italiano, con radici lessicali quasi identiche.

Prima considerazione: il test valutava solo aspetti oggettivi (grammatica, ortografia, morfologia, coniugazioni), senza domande a scelta multipla. C’erano spazi vuoti da riempire, con esempi tra parentesi da seguire. Tuttavia, le istruzioni erano poco chiare: non era evidente cosa inserire o come strutturare le risposte.

Ma com’è possibile che il mio livello sia A2? Studio italiano da 10 anni, lo uso quotidianamente, consumo contenuti in questa lingua e persino i miei pensieri sono spesso in italiano. Non intendo fermarmi: continuerò a migliorare attraverso lettura, scrittura e ascolto.

Consultando il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, analizziamo il livello A2 per la produzione scritta:
«Riesco a prendere semplici appunti e scrivere brevi messaggi su bisogni immediati. Riesco a scrivere una lettera personale molto semplice, ad esempio per ringraziare qualcuno».


Ora, ritengo di poter fare molto di più: ho scritto una tesi magistrale in italiano e uso la lingua in contesti complessi. L’università in Italia, del resto, mi richiedeva un B2 solo per accedere la laurea magistrale.

Leggiamo cosa prevede il B2 per la produzione scritta:
«Riesco a scrivere testi chiari e articolati su vari argomenti, redigere saggi e relazioni con argomentazioni pro/contro, e lettere che evidenzino il significato di esperienze personali».
Secondo me, raggiungere questo livello non è così impossibile, considerando le mie capacità.

La riflessione finale: il sistema di valutazione spagnolo danneggia la mentalità degli studenti. Ho passato ore a rimuginare su errori, a immaginare un’altra possibilità, a chiedermi come dimostrare le mie reali competenze (anche solo per un B1, visto che il corso B2 non esisteva).

L’insegnamento delle lingue straniere non può ridursi a una ricerca della perfezione formale. E, francamente, sono stanco di un sistema universitario che demoralizza gli studenti per compiacere l’ego di alcuni docenti, senza una ragione pedagogica plausibile.